Il futuro del lavoro è l’innovazione.

Il futuro del lavoro è l’innovazione intesa come collaborazione tra uomo e Intelligenza Artificiale.

L’innovazione sta impattando fortemente sul mondo del lavoro.

Le parole chiave e le competenze del lavoratore del futuro saranno:

  • Intuizione
  • Visione
  • Capacità di esecuzione rapida
  • Agilità

Questo, che in America chiamano già vantaggio creativo, sarà infatti il must del lavoratore del futuro.

Nel frattempo, si va verso un mondo sostenibile di nome e di fatto.

La novità: GenY e GenZ non sono più disponibili a fare sacrifici come hanno fatto i babyboomers

La settimana corta, gli open space, l’abolizione dell’orario di lavoro e lo smrt working non sono più un miraggio e quest’ultimo è una realtà.

L’innovazione nel lavoro

La parola innovazione nel mondo del lavoro porta subito il nostro pensiero a quali saranno le competenze per costruire un taxi autonomo volante, per scambiare, costruire o sminare le criptovalute.

La vera innovazione, invece, sarà credere nelle arti creative a sostegno del mondo digitale: AI, da sola, infatti e per fortuna, non ha (ancora) la capacità di inventare qualcosa che non esiste.

Le arti creative possono informare ed ispirare la tecnologia, anche viceversa se vogliamo, ma con una probabilità ed un impatto minore.

Non a caso i regimi dittatoriali che vogliono controllare la tecnologia opprimono le arti creative e si concentrano sul processo e non sull’idea di prodotto e di servizio.

Le arti creative e la creatività nel mondo danno lavoro a 30 milioni di persone e sono il settore a più alto impatto occupazionale nella fascia 15-29 anni, non a caso.

Youtuber, dress maker, influencer, newmaker, strartupper e tutto quelllo che finisce con er, tranne Inter (ma anche lì stanno innovando conl l’azionariato popolare).

La tecnologia potrebbe rendere alcuni lavori meno creativi, la tecnologia impatta sul processo, perciò gli imprenditori e i lavoratori che considerano anticipatori del futuro, si stanno concentrando sul prodotto e sull’idea, studiando design, abilità creative.

La creatività serve per gestire, pianificare e risolvere i problemi: AI non lo fa, l’uomo creativo si.

Mentre in USA la creatività già si studia alle elementari, in Europa alcuni esperti dicono che la creatività dovrebbe essere il punto di partenza e non di arrivo: gli illuminati stanno già affiancando al pensiero critico, al problem solving, al team working l’intraprendenza ed il pensiero creativo.

Il futuro del lavoro è l’innovazione

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